Itinerario archeologico monumentale nel verde

Costruita nel 13 a.C. per volere dell’Imperatore Augusto per collegare Roma alla Gallia meridionale, la via Iulia Augusta nel tratto tra Alassio e Albenga costituisce un percorso storico naturalistico tra i più suggestivi della Liguria, di facile percorribilità e dai colori e dagli odori tipici della macchia mediterranea.

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Il percorso della via Iulia Augusta, protetto da un vincolo archeologico e paesaggistico, è ad accesso pedonale libero, in parte asfaltato e in parte in terra battuta con un breve tratto in acciottolato di età storica. Percorribile incirca due ore di cammino offre suggestive divagazioni tra passato e presente.

Durante la stagione estiva è possibile percorrere il tracciato della Via Iulia Augusta in compagnia di una guida specializzata che ti racconterà aneddoti e curiosità sorprendenti.

Non perderti i prossimi appuntamenti con le visite guidate del Professor Bruno Schivo:

18 luglio 2020
8 agosto 2020
26 agosto 2020
12 settembre 2020

L’escursione non presenta particolari difficoltà, ma è necessario calzare scarpe adatte a percorrere sentieri e mulattiere.
Il ritrovo è ad Albenga, in Piazza S. Michele, davanti alla Cattedrale alle ore 16.30.
Da qui inizia la visita guidata alla necropoli meridionale di Albingaunum; l’arrivo a S. Croce è previsto alle ore 19.00 circa, per poi scendere ad Alassio.

Per informazioni e iscrizioni:
e-mail bruno.schivo@iol.it
tel. 328 3066168

Dalla parte di Alassio il percorso ha inizio dal piazzale di S. Croce, situato in linea d’aria sopra il porticciolo di Alassio e raggiungibile percorrendo Strada Romana S. Croce. Terminato il percorso e raggiunto l’anfiteatro, nel Comune di Albenga, dopo una breve discesa, oltrepassato il ponte moderno sul fiume Centa, si raggiunge Albenga con il suo centro storico e le torri medievali. Da qui è poi possibile rientrare ad Alassio con l’autobus della TPL o in treno.

La via Iulia Augusta prende il nome dall’Imperatore Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano, che la fece costruire (ma è probabile che un tracciato esistesse già prima) tra il 13 e il 12 a.C. per completare l’itinerario che collegava Roma alla Gallia meridionale. La strada, nel suo tratto costiero che passava in Liguria, permetteva di raggiungere da Vada Sabatia (l’odierna Vado Ligure) la località di Arles in Provenza. Un altro breve tratto di antico selciato, simile a quello conservato in questo tratto, è visibile presso la Mortola, al confine con la Francia. Altri imperatori, come Adriano e Caracalla, si occuparono della manutenzione e del rifacimento della strada. Bisogna comunque ricordare che la strada romana è stata l’unica via di comunicazione di terra che attraversava il ponente ligure fino al primo Ottocento, quando Napoleone prima e i Savoia in seguito iniziarono e completarono la strada litoranea, l’attuale via Aurelia. Devono essere stati, evidentemente, numerosi gli interventi di manutenzione della strada nell’arco di oltre 2.000 anni.

Il percorso ha inizio dal piazzale di S. Croce, dall’omonima chiesetta, dal quale si gode uno straordinario panorama, che nelle giornate più limpide spazia fino ai monti della Toscana e della Corsica. Oltrepassato un arco in pietra, che Cecil Roberts nel suo romanzo ambientato ad Alassio definì “The Portal to Paradise”, appaiono subito le immagini che accompagneranno per l’intero percorso: il mare e l’Isola Gallinara.

Nel primo tratto si domina il porto di Alassio, ricavato negli anni Cinquanta da una insenatura naturale, con la caratteristica Cappelletta eretta nel 1929 in memoria dei caduti in mare. Poche centinaia di metri e, tra la vegetazione di cipressi ed eucalipti, si raggiunge la chiesa di Sant’Anna ai Monti. La tradizione vuole che si tratti di una chiesa antichissima, addirittura edificata prima del Mille. In realtà non ci sono ancora elementi certi sul periodo della sua fondazione. Fu restaurata negli anni Settanta del Novecento e oggi sono ancora visibili – seppure molto rovinati – parti di affreschi di fine Quattrocento / inizio Cinquecento.

Dopo circa 3 km, superato un campeggio, in alcuni brevi tratti si apprezza ancora l’originale lastricato in pietra, che risale ad epoca storica. In questo punto è ancora visibile un tratto di antico selciato, caratterizzato dalla presenza dei “margines” ai lati e di tagli trasversali per lo scolo delle acque. Poco oltre, ancora nel territorio di Alassio, troviamo l’inizio della necropolis della romana Albingaunum, risalente al I-II sec. d.C., i cui resti accompagneranno fino al termine del tragitto.

Superato un ponticello, si entra nel territorio di Albenga: in basso si scorge la Colombera, bella dimora cinquecentesca. Percorsi altri 800 metri ecco un secondo recinto funerario, il cosiddetto “petit appareil”, una tecnica edilizia diffusa anche nella vicina Gallia risalente alla fine del I secolo d.C.
Per farsi un’idea più precisa di come doveva presentarsi la Iulia Augusta nell’epoca imperiale basta percorrere ancora un brevissimo tratto. Qui sono ben quattro edifici funerari allineati lungo l’asse stradale.

Proseguendo ancora verso Albenga sono visibili altri ruderi. Lasciati alle spalle questi ultimi, si raggiunge punta S. Martino, nei pressi del cosiddetto Pilone, un monumento funerario a forma di torre, risalente al II sec. d.C., e dell’anfiteatro romano (in proprietà privata, raggiungibili con una deviazione), gli ultimi monumenti lungo la via in Comune di Albenga.

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