Un percorso dei sensi tra profumi e colori

Tra marzo e ottobre non perdere l’occasione di programmare una visita agli spettacolari Giardini di Villa della Pergola: colori e profumi accenderanno i tuoi sensi regalandoti un’esperienza che difficilmente dimenticherai. Situata sulle verdi pendici dei colli alassini, la villa gode di un’invidiabile vista sul mare ed è circondata ventidue mila metri quadrati di parco in perfetta armonia con la vegetazione circostante. È una delle meraviglie botaniche della Riviera e del Mediterraneo!

Il parco di Villa della Pergola, restaurato dall’architetto e paesaggista Paolo Pejrone, ha preservato la sua estensione originaria e coniuga sapientemente flora mediterranea e piante esotiche rare. Per questo è ritenuto un raro esempio di giardino all’inglese nel nostro Paese. Non stupisce che la comunità inglese alla fine del ‘900 elesse questo luogo magico come meta preferita per il soggiorno invernale!

Pini marittimi, carrubi, ulivi, mandorli, cipressi, lecci e una sorprendente collezione di agrumi convivono con piante di eucaliptus, jacaranda, araucarie, strelizie giganti, diksonie provenienti da ogni latitudine. Fioriture stagionali di tumbergie, spiree, ortensie, oleandri, bouganville, solanum e gelsomini, sorprendono ed emozionano i visitatori in un inebriante percorso di profumi e colori.

Il percorso dei sensi

Villa della Pergola è un luogo unico dove natura, storia e charme si fondono. I giardini sono visitabili da marzo a ottobre: ogni periodo offre al visitatore un diverso e incredibile spettacolo, un tripudio di profumi e colori che varia in base al calendario delle fioriture.

La famiglia Hanbury, proprietaria di Villa della Pergola per quasi tutto il Novecento, amava particolarmente i glicini, tanto da celebrarne la fioritura ogni anno ad aprile con un Wisteria Party. Sono oltre 32 le varietà che oggi adornano le romantiche pergole del giardino. Il restauro delle strutture di sostegno alle piante e la creazione di nuove ha permesso di dare vita a una collezione unica per varietà: Wisteria Sinensis, Wisteria Floribunda, Wisteria Bachybotrys, Wisteria Frutescens.

Grazie alle oltre 400 varietà, la collezione di agapanthus di Villa della Pergola è la più vasta e importante d’Europa. Originari dell’Africa meridionale, questi fiori furono introdotti dai primi proprietari inglesi alla fine dell’800. Con il recupero dei ventiduemila metri quadrati di parco e il restauro dello stesso la collezione è stata ampliata con nuove specie, conservando le caratteristiche botaniche tipiche del giardino anglo-mediterraneo. Da giugno i giardini si tingono di sfumature di blu, azzurro e bianco: una straordinaria fioritura che rievoca i colori del mare.

I fiori di loto, in fiore dal mese di luglio, conferiscono a Villa della Pergola un’atmosfera orientale. Già nell’Ottocento i laghetti della villa ospitavano queste piante acquatiche di rara bellezza, simbolo di purezza e spiritualità. Oggi vengono coltivate nelle vasche recuperate dalle antiche cisterne che servivano per la raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione del parco, restaurate nel 2006 e rese di nuovo operative come tutta la rete idrica del giardino.

La collezione di agrumi dei Giardini di Villa della Pergola sono in fiore tra agosto e settembre. Fu Daniel Hanbury, figlio di Sir Thomas Hanbury, ideatore dei Giardini Botanici della Mortola a Ventimiglia, ad arricchire la già vasta collezione di piante con specie tropicali e con magnifici esemplari provenienti dal giardino del padre. Sono oltre 40 le varietà di agrumi, ornamentali e da frutto: aranci, melangoli o aranci amari, limoni, limette, chinotti, bergamotti, pompelmi, cedri – tra cui la varietà Citrus Medica, detta Mano di Buddha, i cui frutti assumono una forma curiosa simile a quella di una mano – e il pomelo, l’agrume più grande di tutti e dalla polpa di color rosa e senza semi. Una simile varietà, insieme alle altre importanti collezioni botaniche, contribuiscono a connotare i giardini di Villa della Pergola come un luogo di ricerca e studio e non di solo piacere per tutto il periodo in cui ne furono proprietari gli Hanbury.

Un po’ di storia

Il Parco di Villa della Pergola nacque nella seconda metà del XIX secolo grazie al Generale Montagu McMurdo. La villa e il parco vennero acquistati nel 1905 da Sir Walter Dalrymple, cugino di Virginia Woolf e successivamente, nel 1922, da Daniel Hanbury che contribuì ad arricchire le collezioni di piante presenti. A partire dal 2006 una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci ha acquistato la proprietà per salvarla da una importante speculazione edilizia. Leggi di più:

Il parco nacque nella seconda metà del XIX secolo dal desiderio del Generale Montagu McMurdo e di sua moglie Lady Susan Sarah Napier di realizzare una dimora privata per trascorrere la stagione invernale e la primavera in Riviera. Originariamente il Villino della Pergola era la residenza estiva dei Conti della Lengueglia. La villa secentesca era circondata da coltivazioni a terrazza di agrumi, ulivi e carrubi, i cui frutti servivano per nutrire gli animali da soma e caratterizzata da alcune lunghe pergole sulle quali crescevano piante di vite. L’intervento creativo dei McMurdo si caratterizzò anzitutto per trasformare quello che in origine era un podere agricolo ligure di campagna in un vero e proprio parco di piacere, introducendo molte piante ornamentali e alcune balaustre in terracotta per delimitare i punti panoramici di maggior pregio.

Con il passaggio della proprietà a Sir Walter Hamilton Dalrymple, nel 1900 il numero delle piante ornamentali si accrebbe enormemente, furono piantati i boschetti di cipressi che ancora oggi dominano il paesaggio, il grande eucalipto che sorge davanti a Villa della Pergola e lungo le grandi pergole del parco fecero la loro comparsa i glicini e le rose banksia. Sir Walter realizzò anche molte delle numerose fontane che ancora oggi si incontrano passeggiando nel parco permettendo l’arrivo delle prime ninfee e piante acquatiche.

A partire dal 1922 il parco della villa prosperò sotto la generosa proprietà degli Hanbury: il nuovo proprietario Daniel, uno dei figli di Sir Thomas Hanbury, iniziò un’opera di sistematico arricchimento delle collezioni di piante facendo trasportare ad Alassio magnifici esemplari di palme washingtonie, dactilifere, canariensis e azzurre, oltre alle cicas messicane, una collezione di cactacee, agavi e aloe provenienti dal giardino di Ventimiglia. Il parco assumeva così un aspetto maggiormente esotico e botanico. Allo scoppio della guerra la proprietà rimase chiusa e sotto sequestro. La mancanza di cure e le incursioni di animali selvatici ne determinarono un sensibile deterioramento, situazione che non migliorò durante l’occupazione tedesca. Dopo la guerra la vedova di Daniel, Ruth, avviò alcune opere di restauro del parco, soprattutto nelle zone più vicine alla villa, mentre la parte a est si inselvatichì progressivamente sotto una coltre di acanti, edera e rovi che cancellarono sentieri e muretti a secco.

Nel 1982 dopo la morte di Ruth, vedova di Daniel Hanbury, la proprietà passò per alcuni anni alla famiglia De Martini che svolse alcuni interventi di restauro limitati ai soli edifici.

A partire dal 2006 una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci ha acquistato la proprietà, per salvarla da una importante speculazione edilizia, avviando un tenace e accurato restauro del parco sotto l’appassionata direzione dell’architetto Paolo Pejrone. Oltre alla potatura e cura dei maestosi alberi sopravvissuti, si dovette procedere con una prima radicale pulizia del parco dopo decenni di abbandono. Gli interventi portarono alla luce i crolli dei muretti a secco. La prima fase dei restauri riguardò pertanto la messa in sicurezza oltre alla integrale creazione di un impianto di irrigazione. Con un occhio rivolto alle sbiadite fotografie del periodo dei Dalrymple e degli Hanbury si avviò un restauro conservativo senza rinunciare a consapevoli cambiamenti, nella convinzione che un grande parco storico è prima di tutto un essere vivente che muta e si trasforma con il passare degli anni, pur volendone mantenere il suo carattere sostanziale.