Uno spettacolo della natura

Parti all’avventura per un vero e proprio viaggio al centro della terra tra grandiose millenarie colate di alabastro, concrezioni di calcite dalle molteplici forme, stalattiti e stalagmiti che si fondono in colonne e spettacolari formazioni di cristalli sottili di aragonite.

Le grotte di Toirano, tra le più celebri in Italia, fanno parte di un complesso carsico formato da numerose cavità. Un percorso turistico lungo circa 1300 m. si snoda tra la Grotta della Bàsura e la Grotta di Santa Lucia Inferiore, alla temperatura costante di 16°.
Una guida specializzata ti accompagna nel percorso di visita, della durata di circa 70 minuti, in un susseguirsi di sale dai nomi curiosi: l’Antro di Cibele, il Pantheon, la Sala dei Capitelli, il Salotto, la Sala dei Misteri.

Contatti
Tel. 0182 98062
e-mail: info@toiranogrotte.it – Visita il sito

Orari
tutti i giorni
9.00 – 12.00 e 13.30 – 16.30
Ultimo ingresso mezz’ora prima delle chiusure con minimo 5 persone paganti.

Temperatura 16°

È necessario indossare calzature adeguate all’ambiente (scarpe chiuse con suola in gomma).

Percorso turistico lungo circa 1300 m.

Le grotte sono accessibili ai visitatori di ogni età, ma la natura del percorso non è adatta ai portatori di disabilità psico-motoria.

Prenotazione necessaria solo per gruppi superiori a 20 persone.

Biglietto intero 12 €
Ridotto ragazzi (5-18 anni) 7 €
Ridotto famiglie con oltre un figlio tra 5 e 14 anni 5 € ogni bambino
Gruppi adulti prenotati (oltre 20 persone) 10 €
Gruppi scolastici 7 €

Via alle Grotte – 17055 Toirano SV

In auto: Con l’autostrada dei Fiori A10: uscita Borghetto Santo Spirito, da qualsiasi direzione si provenga (Genova o Ventimiglia), quindi imboccare la strada provinciale per Toirano (3 km). Dalla Via Aurelia, proveniendo da qualunque direzione, bivio a Borghetto S. Spirito, direzione Toirano, km 4.

In autobus: Partenze ogni 30 minuti della Linea 40 (direzione Finale Ligure) fermata a Borghetto S. Spirito. Da qui prendere autobus Linea 81 (una o due corse al giorno) con arrivo sul Piazzale delle Grotte. Consulta gli orari aggiornati della TPL Linea.

All’interno ti aspetta uno scenario vario e di incredibile bellezza: laghetti, concrezioni che raggiungono anche 8 m. di altezza e cavità di interesse archeologico a testimonianza della presenza dell’orso delle caverne e dell’uomo paleolitico.

Nella Grotta della Bàsura, circa 27.000 anni fa, trovò rifugio l’orso delle caverne. Animali di oltre 600 kg di peso, alti 2.80 metri in posizione eretta, trascorrevano qui il loro letargo invernale. Gli individui più deboli, che non avevano accumulato sufficienti riserve di grasso durante l’estate, morivano qui. E’ tuttora visibile, nel Cimitero degli Orsi, un esteso deposito di ossa di Ursus Spelaeus.

Circa 12.000 anni fa, gli uomini preistorici frequentavano le grotte lasciando impresse nell’argilla impronte di piedi, mani e ginocchia, arrivate fino ai giorni nostri.
Tracce di palline di argilla rimaste attaccate alla parete contro cui furono scagliate, fanno supporre che vi svolgessero riti di iniziazione. Segni carboniosi sulle pareti testimoniano il loro passaggio guidati dalla luce di torce. Dagli scavi effettuati in grotta provengono testimonianze di numerose fasi di occupazione umana, fino a circa 250.000 anni fa, risalendo così alla frequentazione della grotta dell’Homo Sapiens arcaico, detto anche Homo Heidelbergensis. Campagne di scavo e studi in corso stanno portando notevoli contributi e nuove informazioni utili per una visione più completa del passato della grotta, ciò comporta che la Grotta del Colombo non sia normalmente aperta al pubblico.

Un’esplosione di colori con tonalità che variano tra il bianco del minerale puro e il rosso, dovuto alla presenza di impurità di ossido di ferro, al grigio del manganese. Lo stupore è inevitabile davanti alla ricchezza e alla varietà di concrezioni: dalle classiche formazioni coniche, a vela, stalattiti a spaghetto e stalagmiti, a quelle più particolari, come i fiori di calcite e i cristalli di aragonite.
Ma, tra le più spettacolari, le grotte vantano delle concrezioni mammellonari, dall’evidente forma arrotondata, unico esempio in Europa.

Sala dedicata alla mitologica Dea della Fecondità, è ritenuta unica al mondo tra le grotte conosciute.
Situata nella parte terminale della Grotta della Bàsura, fu aperta solo nel 1960. Al momento della scoperta la cavità era sommersa dall’acqua; venne quindi prosciugata portando a vista particolari concrezioni mammellonari. La rara forma tondeggiante di questi ambienti è tipica di una crescita subacquea, durante la quale stallatiti preesistenti furono ricoperte da numerosi strati di calcare.

Le grotte oggi sono popolate da piccolissimi abitanti privi di pigmentazione e dell’uso della vista a causa della loro evoluzione cavernicola. Nelle acque cristalline dei laghetti vivono un minuscolo crostaceo del genere Nyphargus e la Dugesia, mentre tra stalattiti e stalagmiti, si contano piccoli abitanti di terra i Collemboli e Miriapodi.

Toirano
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