Il più “leggendario” degli itinerari alassini

La leggenda vuole che il toponimo “Alassio” derivi dal nome “Adelasia”, figlia dell’imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo. La coppia si sarebbe stabilita sulle colline di Alaxio, l’odierna Alassio, dando origine alla stirpe degli Aleramici. Se desideri seguire le orme dei due personaggi e scoprirne qualche antica traccia, questo itinerario è perfetto!

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Il più antico stemma cittadino, raffigurante Adelasia su una torre, è stato trovato dagli storici proprio nella chiesa della Madonna delle Grazie, situata nel primo tratto della passeggiata. L’edificio nell’emblema araldico, invece, è la Torre di Vegliasco, dove si rifugiò la stessa Adelasia insieme all’amato Aleramo e dove culmina il percorso.

L’inizio del percorso si trova in via Michelangelo e lo si raggiunge in breve da piazza S. Ambrogio, dirigendosi verso monte costeggiando sulla sinistra il complesso dell’Istituto Salesiano.

L’inizio del percorso si trova in via Michelangelo e lo si raggiunge in breve da Piazza Sant’Ambrogio dirigendosi verso monte costeggiando sulla sinistra il complesso dell’Istituto Salesiano. Oltrepassata la ferrovia su un ponte pedonale, si prosegue in leggera salita su strada asfaltata e a metà della curva, sulla destra inizia un selciato a grandi gradini che sale abbastanza rapidamente tra muri di cinta di ville e giardini. Dopo circa 300 metri raggiunge e attraversa la strada provinciale Alassio – Testico e continua a salire per altri 200 metri, fino al caratteristico nucleo abitato del Castè – Il Castello – che nel toponimo ricorda la probabile presenza in loco di un antichissimo insediamento feudale.

All’inzio del percorso ci s’imbatte nella piccola località di Castè – Il Castello – che nel toponimo ricorda la probabile presenza in loco di un antichissimo insediamento feudale. Qui sorge una chiesa, Madonna delle Grazie, al di fuori dai consueti percorsi turistici ma non per questo meno interessante: al suo interno conserva il più antico stemma di Alassio, pitturato a guazzo con l’immagine di Adelasia, figlia dell’imperatore tedesco Ottone, secondo la leggenda fondatrice della città. La Chiesa della Madonna delle Grazie, in origine dedicata alla Natività di Maria, fu innalzata nel 1266 nel luogo dove anticamente si trovava il castello di Alassio, come ci ricorda un’iscrizione sull’architrave del portale laterale. La chiesa, che tra i benefattori ebbe alcune delle più importanti famiglie alassine, fu riedificata e ampliata nel 1488, e subì numerosi rimaneggiamenti e restauri nel corso dei secoli fino a quelli per il Giubileo del 2000.

La semplice facciata ha il portale in pietra nera, sormontato dall’affresco della Madonna della Pace, eseguito nel 1946 dal pittore alassino Alberto Beniscelli. All’interno conserva uno splendido pavimento, tipicamente ligure, in piastrelle sagomate di marmo e ardesia. Sul settecentesco altare principale si trova la pala con la Natività della Vergine, opera tra le migliori della maturità di Giovanni Carlone, uno dei più importanti esponenti del seicento genovese. Lo stemma di Alassio, tra angeli musicanti e decorazioni floreali, fa bella mostra sulla tribuna dell’organo.

L’itinerario si chiude in bellezza con la Torre di Vegliasco, in cui la leggenda vuole abbia trovato rifugio Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone, da cui Alassio prende il nome. La torre risale in realtà al XV-XVI secolo e fa parte del sistema di avvistamento e difesa fatto erigere dalla Repubblica di Genova.

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