In collina si respira ancora aria di tradizione

Moglio è una frazione del comune di Alassio che conta circa mille abitanti, situata in prima collina. In posizione centrale è un importante crocevia per innumerevoli passeggiate. Si può facilmente raggiungere a piedi seguendo una bella mulattiera, con scorci panoramici sul golfo della Baia del Sole.

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Il percorso di salita al piccolo borgo di Moglio inizia protetto tra muri a secco, fasce di olivi, ville e serre. Seguendo il sentiero con una pendenza medio-alta, dopo un tratto semipianeggiante, si sbocca su una strada asfaltata. Percorribile in meno di due ore di cammino, offre incantevoli vedute sulla città sottostante.

Il percorso ha inizio alla destra del piazzale antistante il cimitero di Alassio (confluenza di via Gastaldi con via Michelangelo): tra due muri sale con una pendenza medio alta, tenendo sulla destra alcune ville e serre e, sulla sinistra, muri di cinta e fasce di olivi.

Dopo un tratto semipianeggiante, al termine del quale si trova la costruzione del Molino Ibiza, il sentiero sbocca sulla strada privata Valbona. Seguendo l’asfalto, dopo un centinaio di metri, mentre la strada prosegue verso destra, il sentiero piega a sinistra e sale leggermente per un altro centinaio di metri.

Attraversata una sterrata, la stradina fiancheggia il cimitero della frazione di Moglio e giunge alla strada provinciale Alassio-Testico, in corrispondenza della Chiesa di S. Sebastiano, di antiche origini, rifatta nel Seicento (fermata autobus). Dal sagrato si prosegue a destra della chiesa, risalendo la via Tonnarotti fino a sbucare sulla piazza di Moglio (fermata autobus). Superata la rivendita bar-tabacchi, sempre a destra, una mulattiera selciata (a tratti in forte pendenza) attraversa tutto il paese fino al piazzale della “Cima” di Moglio (fermata autobus).

Si dice che Moglio, citata per la prima volta in un documento del 1232, abbia avuto origine da uno sparuto numero di superstiti di un antico aggregato del territorio alassino detto Lamiun, distrutto dalla peste, che però nella breve vita della Repubblica Ligure istituita da Napoleone  arrivò a essere municipio autonomo. Qui, nelle domeniche tra fine luglio e inizio agosto la Società di Mutuo Soccorso Mogliese organizza la sagra degli gnocchi, ancora impastati a mano, e quella della ventre di tonno, un piatto ligure tradizionale inserito nell’elenco dei prodotti De.Co.

La ventre è lo stomaco essiccato del tonno, che tradizionalmente (XIX e prima metà del XX secolo) veniva dato come aggiunta alla paga ai cosiddetti “tonnarotti”, i lavoranti che dalla Liguria si trasferivano nelle tonnare della Sardegna. Tra questi c’erano anche gli ormai leggendari tonnarotti di Moglio, grandi professionisti del taglio e della cottura del tonno rosso, considerato il più pregiato tra tutte le qualità.

Oltre alla ventre ricevevano altri sottoprodotti della lavorazione, come il “musciamme” (filetto di tonno), la “biella” (budello), il “coeu” (cuore), il “figatallo” e la “bottarga” (uova). La “ventre” viene tuttora preparata come “ventre in umido”, con patate, polpa di pomodoro, prezzemolo, pinoli, alloro, noci, aglio, vino bianco ed olio.

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