Un po’ romanica, un po’ gotica e infine barocca

La Chiesa di Sant’Ambrogio, tanto cara agli alassini, all’inizio del Seicento ottenne da Roma il titolo di Collegiata Insigne. Fu eretta sulle fondamenta di una chiesetta del X secolo, ma dello stile romanico non resta molto. Gli interventi di ampliamento successivi l’hanno portata all’aspetto attuale: una facciata rinascimentale e un campanile romanico-gotico, oltre al caratteristico sagrato in ciottolato. Anche l’interno, barocco, è stato oggetto di significative opere. La volta centrale è affrescata con scene della vita del Santo, patrono della città.

  • Sant'Ambrogio
  • Sant'Ambrogio
  • Sant'Ambrogio
  • Sant'Ambrogio

Sant’Ambrogio è Parrocchia dal 1507. Lo stile romanico che la caratterizzò in principio fu convertito in barocco agli inizi del Settecento. La torre campanaria risale al XIV secolo, mentre la facciata rinascimentale, con i tetti a spiovente, fu sovrapposta nel 1896.

All’interno della chiesa la volta centrale è affrescata con scene della vita di Sant’Ambrogio dal pittore Virgilio Grana di Albenga; vi sono inoltre opere di noti esponenti del ‘600 genovese come Bernardo Castello, Giovanni Andrea De Ferrari e Giulio Benso. Nella navata destra si trova, sormontata dallo stemma di Alassio, l’opera del pittore locale Giovanni Maria Brusco, dal titolo Morte di San Giuseppe, risalente al 1738; vicino, l’altare di Sant’Anna a opera del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio.

Martirio di santa Lucia - Sant'Ambrogio

L’abside di sinistra accoglie la cappella della Madonna della Misericordia, detta anche Madonna di Savona per una miracolosa apparizione del 1536. Nella navata sinistra spicca il Martirio di Santa Lucia, pregevole opera di Giulio Benso. Il tabernacolo è in pietra nera, finemente lavorato e datato 1470. Sono custodite, inoltre, le famose reliquie dei Corpi Santi.

All’esterno un portale in pietra scura dei Maestri lapicidi della Valle di Rezzo (Imperia), datato 1511, dove spicca quello centrale raffigurante il Padreterno, Cristo in mezzo agli apostoli e, in un riquadro, Sant’Ambrogio con le insegne vescovili. Caratteristico il sagrato del 1638 in ciottoli bianchi e grigi raffigurante soggetti marinareschi.

Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria

L’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria fu costruito nel XVI secolo. È stato ricavato tra il muro perimetrale di Sant’Ambrogio e le mura di cinta della città. Le sue origini sono legate alla confraternita Ghilda di Santa Caterina, una delle più antiche e gloriose della zona e tutt’ora esistente.

Eleganti cornici a stucco racchiudono tele raffiguranti i santi. L’imponente altare centrale è in marmo, sormontato da quattro grandi colonne in marmo nero di Grecia; al centro di esse è situata un’ampia nicchia con frontespizio, di cui è degna di nota la cassa processionale in legno policromo di Anton Maria Maragliano.

Sopra l’altare laterale sorge la statua di S. Antonio Abate, in marmo e opera dello scultore genovese Taddeo Carlone. Bell’esempio di intaglio e doratura dell’età barocca è la tribuna della cantoria con organo, il più antico della zona, del celebre organaro seicentesco Giovanni Oltrachino di Pavia.