Il territorio e il vino nella Riviera Ligure

La produzione vinicola ligure da sempre riflette fortemente l’influenza del mare e del territorio. I ripidi pendii a breve distanza dal litorale hanno reso particolarmente faticoso il lavoro degli agricoltori, che con una secolare operosità hanno addomesticato il fianco della montagna attraverso la costruzione di terrazzamenti spesso privi di strade di accesso. Non a caso la viticoltura della regione si è meritata l’appellativo di “eroica”: per le vendemmie svolte rigorosamente a mano e per il trasporto dei grappoli a spalla. Le quantità limitate di vino che se ne ricavano emergono nel panorama enologico italiano per le loro sfumature di gusto uniche.

  • Vini Liguri
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Un calice di vino racchiude in sè la storia di un territorio e la Liguria vanta una lunga tradizione vitivinicola. Tuttavia, solo negli ultimi sessant’anni è diventata una storia di riscatto del gusto e di una qualità superiore. Grazie al duro lavoro di viticoltori eroici, i bianchi e i rossi di Liguria sono diventati grandi. La produzione regionale supera oggi centomila ettolitri, per un totale di quattro milioni e mezzo di bottiglie e nuovi vigneti vengono impiantati ogni anno.

Zone di produzione vinicola della Liguria

Il territorio della Liguria è per il 70% boschivo, pertanto sono solo 1.887 gli ettari coltivati a vite. Sono presenti otto vini con Denominazione di Origine Controllata, suddivisi tra Riviera di Ponente e Riviera di Levante.

Mappa vini Liguria

La tenacia dei produttori e la virtuosa sinergia tra uomo e territorio, negli ultimi cinquant’anni hanno favorito la coltivazione dei vitigni locali. Nel 1972, infatti, è arrivata la prima certificazione, il Rossese di Dolceacqua. L’incessante ricerca della qualità ha fatto sì che il numero di aziende vinicole, seppur di piccole dimensioni, sia aumentato. Molti giovani oggi scelgono di dedicarsi alla viticoltura nella piena consapevolezza del suo importante ruolo nella conservazione del territorio inteso come patrimonio culturale e ambientale.

Vini bianchi della Riviera di Ponente

Pigato. Vino bianco secco. Colore da giallo paglierino scarico a giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato. Si presenta fruttato e intenso all’olfatto. Presenta infatti un odore ampio, fruttato, fragrante, persistente, con netti sentori di pesca matura e miele, fiori freschi di campo e salvia sclarea, lievi richiami al muschio e alle resine boschive; sapore delicatamente caldo, sapido, di buon corpo. Al gusto è equilibrato e morbido.

Alcolicità: 11 – 13,5%
Acidità totale: 5 – 5,5 per mille
Zona di produzione: albenganese
Lavorazione: viene prodotto con le uve del vitigno Pigato

Viene servito a una temperatura di 10°C, in bicchieri a calice di media grandezza e con stelo alto. Dà il meglio di sé nel primo anno di vita. Deve essere conservato in posizione coricata negli scompartimenti più bassi della cantina ad una temperatura costante tra gli 11° e i 14°C.

Si accompagna alla perfezione con le pietanze delle cucina tradizionale a cominciare dalle trofie al pesto con patate e fagiolini, pansotti di borragine, fiori di zucca ripieni, cima alla genovese e il coniglio alla ligure. Ha le caratteristiche necessarie per esaltare anche tutti i piatti a base di pesce, come le acciughe sotto sale, il fritto misto, l’orata al forno e il branzino al sale.

Vermentino. Vino bianco dal colore giallo paglierino. L’odore è delicato, caratterizzato da sentori di erbe e fiori di campo, di miele, resine boschive e pesca gialla. Il sapore è secco ma delicatamente morbido, sapido, di discreta struttura, a volte leggermente caldo, continuo, con fondo gradevolmente amarognolo.

Alcolicità: 11 – 13%;
Acidità totale: 5 – 7 per mille
Zona di produzione: alcuni comuni della Riviera di Ponente
Lavorazione: viene prodotto con uve del vitigno omonimo, noto anche con i sinonimi di Malvasia grossa, Carbesso o Carbes.

Viene servito a una temperatura di 10°C, in bicchieri a calice con stelo alto. Dà il meglio di se nel primo anno di vita. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti più bassi della cantina, ad una temperatura costante tra i 10 e i 14°C.

Si armonizza alla perfezione con i cibi della cucina tradizionale ligure e con tutte le pietanze di pesce, dagli antipasti di mare, ai primi e ai secondi: sardine ripiene, insalata di mare, brandacujun, cappon magro, ravioli o zuppe di pesce, risotto al nero di seppia, stoccafisso, moscardini e seppioline in umido, branzino al forno. Interessanti abbinamenti anche con verdure ripiene, lasagne al pesto, pansotti con salsa di noci, torta pasqualina, focaccia genovese, coniglio alla ligure, cundiun, frittate e formaggi freschi.

Lumassina. È un vino bianco secco di colore da paglierino (tipo bianco) a paglierino tendente al dorato (tipo tradizionale, con breve fermentazione insieme alle bucce). L’odore è delicato e persistente con sentori di erbe e fiori di campo e si coglie un leggero rimando al legno bruciato. Il sapore è secco e sensibile ma con piacevole sapidità.

Alcolicità: 10 – 11%;
Acidità totale: 6 – 8 per mille
Zona di produzione: numerosi comuni in provincia di Savona
Lavorazione: il vino viene prodotto utilizzando le uve del vitigno Lumassina (Buzzetto o Mataosso) per almeno l’85%. Possono concorrere al rimanente 15%, le uve a bacca di colore analogo, autorizzate e/o raccomandate per la provincia di Savona.

Deve essere servito ad una temperatura di 10° C, in bicchieri a calice con stelo alto. Dà il meglio di sé nel primo anno di vita, quindi è consigliabile non superare tale limite. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti più bassi della cantina, a una temperatura costante fra i 10° e i 14° C.

Un vino secco e leggero che mitiga le piacevoli sensazioni grasse di alcuni piatti ed esalta gli aromi agresti delle verdure. In genere si accompagna con un’ampia gamma di portate che vanno dagli antipasti ai secondi: verdure ripiene, farinata, insalata russa, minestrone di verdure alla ligure, acciughe al verde e molti altri piatti della cucina sia di mare che dell’entroterra. Ideale con i fritti come i frisceu, le frittelle di baccalà, le mugnarelle o frittelle di verdure, le acciughe fritte e la panissa.

Moscato. È una delle tipologie previste dalla denominazione Riviera Ligure di Ponente DOC della regione Liguria, anche nelle tipologie frizzante, vendemmia tardiva e passito. Le caratteristiche organolettiche prevedono un colore giallo paglierino, più o meno intenso. Fragrante, aromatico e muschiato al naso, il profilo olfattivo è caratteristico, fine e al palato risulta secco e armonico.

Alcolicità: 10,5 %;
Acidità totale: 5 per mille
Lavorazione: Il vino viene prodotto utilizzando le uve del vitigno Moscato Bianco 100%.

Deve essere servito a una temperatura tra gli 8° e i 9°C, in bicchieri a calice con stelo alto. Dà il meglio di sé nel primo anno di vita, quindi è consigliabile consumarlo entro un anno dalla vendemmia. Le bottiglie devono essere conservate in posizione coricata negli ripiani della cantina adibiti a vini frizzanti o spumanti.

E’ un’ottima scelta per accompagnare un dessert a fine pasto, abbinato alla pasticceria secca insieme alle creme e al cioccolato o a base di nocciole come i Baci di Alassio. Si sposa bene con i dolci a pasta lievitata, con pinoli e uvetta come il pane del marinaio, il pandolce genovese e con torte casalinghe o crostate di mele.

Vini rossi della Riviera di Ponente

Rossese. Vino di colore rosso rubino chiaro. Presenta un odore ampio, intenso, persistente, fine e fruttato, con sentori di rosa, fragola, lampone, uniti a una tenue vinosità. Il sapore risulta asciutto, sapido ma discretamente morbido, piacevolmente caldo, di equilibrata struttura, continuo, con tipico fondo amarognolo.

Alcolicità: minima 11%;
Acidità totale: totale minima 5 per mille
Zona di produzione: presso alcuni comuni della Riviera di Ponente
Lavorazione: viene prodotto con uve del vitigno omonimo (Rossese, 95%) e un massimo del 5% di uve rosse purché autorizzate per la regione Liguria.
Curiosità: il Rossese Riviera Ligure di Ponente DOC (detto anche “di Campochiesa”) non è da confondersi con il Rossese di Dolceacqua primo vino a Denominazione di Origine Controllata in Liguria, approvato nel 1972.

Si consiglia di servirlo a una temperatura di 16°-17°C, in bicchieri a calice con stelo medio. In cantina, le bottiglie vengono poste in posizione coricata, su ripiani adibiti ai vini rossi. Il tempo ottimale per il consumo è da uno a due anni, a seconda dell’annata.

Vino rosso secco ideale con primi piatti come i ravioli a-u-tocco, trenette e risotti al ragù di carne e portate di carni bianche e rosse, come la cima alla genovese o l’arrosto in umido. E’ adatto ad accompagnare la burridda di seppie, la farinata e le torte salate in genere.

Granaccia. È un vino rosso asciutto di colore rosso intenso con orli violacei da giovane. Si fa rubino vivace con tonalità tendenti al granato dopo un affinamento di 3-4 anni che, se protratto nel tempo (6-8 anni), porta a un colore rubino scarico con orlo aranciato. L’odore, vinoso e fragrante da giovane, si fa poi più ampio e persistente con sentori di piccoli frutti boschivi e di resine. Il sapore è asciutto, caldo, morbido e vellutato, di straordinario equilibrio e personalità quando è all’apice.

Alcolicità: minimo 12,00%
Acidità totale: 4,5 – 6 per mille
Zona di produzione: Savona e dintorni (Riviera Ligure di Ponente)
Lavorazione: viene prodotto per l’85% con uve provenienti dal vitigno Alicante (localmente denominato Granaccia), mentre per il restante 15% possono concorrere uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Savona.

Viene servito a una temperatura tra i 16-18°C, in bicchieri a forma di grande ballon, per meglio apprezzare l’intenso bouquet e a stelo alto. Dà il meglio di se nel periodo che va dai 3 ai 5 anni, sebbene le grandi annate possono superare tale limite, migliorando le caratteristiche del vino. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti più bassi della cantina, ad una temperatura costante tra i 10 e i 14°C.

Il vino con il suo intenso profumo valorizza i sapori complessi di portate a base di selvaggina e carni bianche come il coniglio alla ligure, tordi al ginepro ma anche pernice, lepre e faraona. E’ adatto ad accompagnare formaggi lievemente stagionati, la tradizionale cima ripiena alla genovese o un piatto di tagliatelle ai funghi.

Ormeasco.  Vino di colore rosso intenso con orli violacei da giovane, si fa poi rubino carico con riflessi granati. Odore vinoso e fragrante da giovane; se affinato diventa ampio, fine e persistente, con sentori di ciliegia matura, mora e violetta. Quando invecchiato, prevalgono aromi di resine boschive e legno fresco di castagno. Il sapore è asciutto e tannico da giovane, caldo, sapido ma con buona morbidezza, di buon corpo, con fondo piacevolmente amarognolo se giustamente affinato.

Alcolicità: minimo 11 – 13,5%
Acidità totale: 5 per mille
Zona di produzione: Riviera Ligure di Ponente, in particolare, Pornassio e Pieve di Teco (in provincia di Imperia).
Lavorazione: viene prodotto con uve del vitigno omonimo, Ormeasco (sinonimo di Dolcetto) per il 95% ed un massimo del 5% di uve a bacca rossa, non aromatiche, autorizzate e/o raccomandate in provincia di Imperia.

Viene servito a una temperatura di 16-17°C se giovane, 18-19°C se superiore od affinato, in bicchieri a calice con stelo medio. Dà il meglio di sé se invecchiato due o tre anni. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti dei vini rossi della cantina, a una temperatura costante tra i 10 e i 14 gradi.

Grazie al suo carattere e ottimo equilibrio l’Ormeasco si accompagna molto bene a piatti come agnolotti al sugo di carne e polenta con salsiccia e spezzatino. Evidenzia i sapori e gli aromi del coniglio in umido, degli spiedini di carne e funghi e dei formaggi teneri.

In giro per cantine
Vini Liguri